Cos’è la Legge?

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Le Leggi

Con il termine “Legge” nella convinzione comuni si indicano tutti gli atti che hanno effetto di imporre ai cittadini doveri e diritti. Diversamente da questa visione non tutti gli atti (cioè documenti contenenti norme giuridiche) sono leggi ed esiste una chiara gerarchia a riguardo. Infatti un atto che possiede un livello superiore non può essere modificato da quello che appartiene ad un livello inferiore, tranne quando sia espressamente previsto. Nel caso delle leggi che disciplinano lo spaccio di stupefacenti l’articolo che lo disciplina non continente tutte le sostanze vietate, spetta al Ministero della Sanità provvedere a redigere la lista. Così, in questa gerarchia delle fonti, avremo:

Costituzione e leggi costituzionali

Leggi ordinarie (cioè promulgate dal Parlamento), Decreti Legge e Decreti Legislativi

Regolamenti di vario genere

Questa divisione non è completa, ma consenti di comprendere il funzionamento della fase legislativa in Italia. Un articolo costituzionale non può essere modificato da una legge ordinaria, come un regolamento non può sostituirsi alle leggi ordinarie. Queste vengono approvate dal Parlamento, diviso in due distinte camere serve che ottenga la maggioranza dei voti di deputati e senatori. Per la modifica della costituzione la situazione cambia notevolmente. Non può un Governo da solo cambiare la Costituzione, perché serve una maggioranza qualificata, cioè serve un numero di voti dei 2/3, significa che una sola maggioranza non può modificare l’atto essendo necessaria la collaborazione dell’opposizione. Tale precauzione nasce dall’esigenza di impedire che chiunque detenga il potere in Parlamento e Governo non agisca in maniera indipendente per modificare un atto fondamentale come la Costituzione. Serve una procedura detta “aggravata”. Significa che se una legge costituzione per modificare la Costituzione per entrare in vigore deve essere approvata due volte dalla stessa camera alternandosi con l’atra. Cioè, se i deputati approvano l’atto questo viene trasmesso al senato, se i senatori approvano senza apportare modifiche torna ai deputati e questi la devono approvare nuovamente e per finire un altro viaggio verso i senatori. Ciò dipende dall’esigenza di salvaguardare la Costituzione, la quale contiene i principi fondamentali e non ordinarie leggi che devono essere modificate per rispondere a determinate esigenze. La legge, quella ordinaria che influenza la vita del cittadino direttamente, come la Finanziaria di fine anno, viene licenziata dal Parlamento. Proposto l’atto viene discusso da una dalla camera a cui viene proposta, successivamente mandato all’altra per essere approvato, se non sorgono problemi verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e normalmente, se non vi sono disposizioni diverse, entra in vigore dopo 15 giorni. Se l’atto approvato, ad esempio, dai deputati quando viene esaminato dai senatori questi vogliono che sia modificato aggiungendo o togliendo l’atto deve tornare ai deputati ed essere nuovamente discusso. Avviene il caso delle “navette” cioè proposte di legge che viaggiano da una camera all’altra per essere approvate. Infine vi sono i regolamenti e decreti, atti che servono a disciplinare particolari settori che la legge affida a questo tipo di normativa. Ad esempio organizzazioni di uffici o del loro funzionamento vengono emanati con regolamenti, o come avviene in Parlamento esiste un regolamento per la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica per regolarne le attività. Ricapitolando non tutti gli atti che influenzano la vita dei cittadini sono leggi in senso stretto, bensì strumenti di disciplina con forza e grado differente. Per quanto riguarda emendamenti, Decreti Legge o Decreti Legislativi ed ostruzionismo verificate l’apposito post.

Le Navette

Durante i telegiornali è capitato di udire durante informazioni riguardanti testi di legge da approvare in Parlamento la parola “Navetta”. Serve ad indicare che un testo di legge passa da una camera all’altra del Parlamento fino a quando viene approvato lo stesso documento da senatori e deputati. L’approvazione di una legge deve provenire da tutte e due le camere del Parlamento, deputati e senatori sono tenuti ad accettare lo stesso testo che dovrà divenire legge della Repubblica, questo accade in determinate democrazie che prevedono questo tipo di procedura, perché ne esistono altre dove deputati e senatori si pronunciano su argomenti differenti in linea di massima, e chiamati ad approvare lo stesso testo sono in determinati casi, dipendenti dall’importanza dell’argomento su cui deve intervenire la legge. Nel caso specifico del nostro paese se eventualmente, dopo che il testo di legge è stato approvato, ad esempio, dalla Camera dei Deputati, e poi durante l’esame al Senato della Repubblica vengono introdotti cambiamenti, dovuti all’approvazione di emendamenti, viene nuovamente riesaminato dalla Camera dei Deputati per acconsentire alle modifiche apportate. Se per caso i deputati dovessero cambiare nuovamente il testo questo parte per un altro viaggio verso l’esame dei senatori; in spicciole parole ogni volta che una camera cambia anche una virgola il testo deve essere approvato dall’altra, per questo si finisce con l’avere leggi che non vengono approvate entro termini appropriati per via del vai e vieni tra una camera e l’altra. Si parla di “Navetta” per riferirsi appunto su testi di legge che viaggiano da una camera all’altra senza essere approvate.

Norma Penale in Bianco

La norma penale in bianco prevede la “punizione” cioè ciò che viene inflitto se violata, ma è vaga sul precetto, diciamo l’oggetto che tutela, il comportamento che non si deve tenere ed sanzionato, e gli serve altro atto di altra autorità per identificarne meglio l’oggetto. Ad esempio l’articolo 650 Codice Penale, stabilisce : “ Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire quattrocentomila.”. Significa che la norma penale stabilisce i limiti e le sanzioni, infatti tale articolo si applica se non vi sono altri articoli che disciplinano la situazione in concreto verificatasi, indica quale pena viene inflitta, ma dice che l’autorità, senza specificarne quale, può essere benissimo il sindaco, può provvedere in determinati casi, come l’ordine pubblico o l’igiene, ad emanare atti particolari che non possono prevedere pene se non rispettati, essendo possibile soltanto se è lo Stato a farlo, e per questo vengono tutelate dall’articolo 659. Accade anche nel caso dello spaccio di stupefacenti, dove la norma penale viene applicata a chi svolge tale attività senza indicare quale siano le sostanze vietate, a tale scopo provvede il ministero apposito (Sanità) con un documento ufficiale indicando cosa è da considerarsi “Droga”. Se la norma penale dovesse contenere una lista completa ogni volta che si aggiunge una nuova sostanza dovrebbe il Parlamento approvare la modifica, e questo già diviene difficile in Paesi dove rapidi sono le attività legislative, in Italia diverrebbe follia. Per cui il rinvio ad una norma penale la quale sul momento non specifica chiaramente il contenuto non significa essere imputati di qualcosa di inesistente, significa che tale comportamento non consentito deve essere ricercato in altro documento.

Decreto Legge e Decreto Legislativo

Il Potere Legislativo spetta al Parlamento, come il Potere Esecutivo è prerogativa del Governo. Tuttavia esistono atti che consentono a quest’ultimo di emanare delle “Leggi”, o comunque atti equiparati, cioè che hanno lo stesso valore, ma tali possono essere utilizzati in precise e vincolanti situazioni per impedire che il Governo ecceda ed invada l’ambito del Parlamento, organo rappresentativo (fin quanto la legge elettorale lo conceda) del popolo. Gli atti con i quali il Governo interviene in modo “legislativo” sono il Decreto Legge ed il Decreto Legislativo.

Il primo è previsto dall’art. 77 della Costituzione, il Decreto Legge abbreviato D.L., consente al Governo di emanare, in casi urgenza, atti normativi i quali, però, dovranno essere ratificati dal Parlamento entro e non oltre 60 giorni. Cioè, il Governo può emanare atto avente forza di legge, ma questo deve essere “trasformato” in legge dal Parlamento entro un tempo stabilito. Varie questioni e problematiche nascono dalle conseguenze di decreti non converti che riguardano diritti o obblighi nascenti e sono proprie di discussioni giuridiche non proponibili ed esponibili in questa sede.

Il secondo atto previsto è l’articolo 78 della Costituzione è il Decreto Legislativo. Esempio: esiste una materia, un ambito o questione che deve essere disciplinata da una legge, ma è talmente complessa da non consentire al Parlamento di discuterne e di emanare un atto apposito entro tempi ragionevoli. Per cui pone dei principi, vincoli, “cose” a cui non ci si può svincolare e chiede al Governo di provvedere ad emanare decreto in quanto essendo organo formato da molto meno membri riesce a legiferare rapidamente, sempre rispettando la via indicata e vincolante del Parlamento. Diciamo come una “delega” a legiferare concessa al Governo.

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