Siria: nuovi scontri nel Manbij tra le forze arabo curde e gli jihadista

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Gli scontri sono ripresi in Manbij da Sabato 23 luglio allo scadere del termine concesso dalle forze arabo-curde e gli jihadisti dell’Isis che evacuavanola loro roccaforte nel nord della Siria. Secondo varie fonti, membri del gruppo dello Stato Islamico e diversi combattenti arabi e curdi sono morti nelle ultime 24 ore. Dieci civili sono stati uccisi nei raid aerei, che hanno colpito anche 4 ospedali.

I negoziati continuano, nonostante la scadenza dell’ultimatum delle forze democratiche siriane, sostenuti da Washington, con il gruppo Stato islamico riguardo l’evacuazione Manbij. Il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha detto che le autorità cittadine sono in trattative con la coalizione arabo-curda per cercare di organizzare il ritiro degli jihadisti. Questi colloqui non hanno impedito la ripresa dei pesanti combattimenti e bombardamenti intensivi.

Gli scontri sono concentrati nel distretto di Binawi, all’interno del Manbij, nonché alla periferia sud-ovest della città dove le forze arabo-curde stanno cercando di avanzare. Ma gli jihadisti oppongono resistenza ostinata ricorrendo ad attacchi suicidi. Per alleviare la pressione sui loro combattenti nella città, gli jihadisti hanno aperto piccoli fronti di scontri. Secondo varie fonti, una dozzina di civili sono stati uccisi in raid aerei nella città di al-Nawaja vicino Manbij. Le fonti dell’opposizione siriana hanno accusato gli jihadisti di usare i civili come “scudi umani”. Dopo il successo iniziale, le forze arabo-curde in lotta per avanzare nel Manbij. Per più di un mese il fronte non hanno subito variazioni all’interno della città, ma la situazione sta mutando velocemente.

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