Discussione camera legalizzazione e disegno legge in breve

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“Oggi si comincia il dibattito senza ipocrisie ma poi l’esame si aggiornerà a settembre ed è lì che i partiti dovranno decidere l’approccio”. Lo dice il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Walter Verini, parlando del ddl sulla cannabis che oggi è all’esame dell’Aula di Montecitorio per la discussione generale. “Credo – aggiunge Verini – che non sia sbagliato che si faccia un dibattito aperto in Aula fin da oggi, dove emergerà la trasversalità delle posizioni all’interno dei partiti con opinioni opposte su testo che non consente al momento di trovare alcuna sintesi. Ci sono 2.000 emendamenti presentati in gran parte da chi si oppone in modo radicale al ddl e questo ha costretto la commissione a dire: discutiamo in aula ma non c’è tempo per i pareri e rinviamo l’esame delle proposte di modifica a settembre”. “Secondo me – conclude Verini – man mano che il dibattito si svilupperà emergeranno chiaramente differenze che riguardano tutti i gruppi, compreso il nostro. E’ però plausibile che su alcuni aspetti della materia, tipo l’uso a fini terapeutici della cannabis, qualche passo avanti di sintesi possa esserci”.

Il testo della legge è stato presentato quasi un anno fa su iniziativa del sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. Ma cosa prevede nel dettaglio la proposta di legge? Ecco i punti fondamentali.

Possesso, consumo, cessione

Sarà possibile per i cittadini maggiorenni detenere lecitamente una certa quantità di cannabis per uso ricreativo: 5 grammi fuori dal proprio domicilio e 15 grammi all’interno, senza dover chiedere alcuna autorizzazione. Rimane illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi, ma è depenalizzata la cessione gratuita a una persona maggiorenne (e la cessione tra minorenni) di una modica quantità di cannabis. Il divieto di fumo rimane in vigore nei luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro. In pratica sarà possibile fumare solo in luoghi privati.

Coltivazione

È possibile la coltivazione di piante di cannabis fino a un massimo di cinque e la detenzione del raccolto, che non potrà tuttavia essere venduto. Per la coltivazione personale è sufficiente inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio e non è necessaria alcuna autorizzazione. È anche possibile coltivare in modo associato, senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli. Ogni club può coltivare fino a cinque piante di cannabis per ogni associato. Anche qui serve comunicazione all’ufficio regionale dei Monopoli. Gli associati non possono essere in numero superiore a cinquanta, devono essere maggiorenni e sono protetti dalle norme previste per i “dati sensibili” dal Codice della Privacy.

Vendita

È consentita la commercializzazione di cannabis all’interno del regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio. In pratica l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli può autorizzare i privati a vendere la cannabis in locali dedicati (sul modello dei coffee shop olandesi), nel rispetto di alcuni principi, come la tracciabilità del processo produttivo, il divieto di importazione e altre regole. Dal regime di monopolio è esclusa la coltivazione personale e associata.

Utilizzo a scopi terapeutici

Si introducono norme per semplificare la produzione di cannabis per medicine e scopi terapeutici così come le modalità di consegna e approvvigionamento. La detenzione di cannabis per uso terapeutico è consentita entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo. “Oggi il diritto a curarsi con i derivati della cannabis è formalmente previsto, ma sostanzialmente impedito da vincoli burocratici, sia per l’approvvigionamento delle materie prime per la produzione nazionale, sia per la concreta messa a disposizione dei preparati per i malati”, si legge nella proposta di legge.

Sicurezza e prevenzione

Il 5 per cento dei proventi annui derivanti per lo Stato dalla legalizzazione del mercato della cannabis sarà destinato al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. Inoltre, i proventi delle sanzioni amministrative relative alla violazione dei limiti e delle modalità previste per la coltivazione e detenzione di cannabis sono interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e tossicodipendenti. Per quanto riguarda la sicurezza, il testo della legge specifica che la legalizzazione della cannabis, al pari dell’alcol, non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psicofisica.

Fonti: ANSA, The Post Internazionale

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