Whatsapp, come riconoscere le 5 truffe più comuni

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WhatsApp è ormai diventato parte della nostra vita quotidiana, uno strumento indispensabile che ci permette di comunicare in tempo reale con i nostri amici. Tuttavia c’è chi lo utilizza per truffare gli altri utenti. Dopo aver parlato delle truffe sulle case vacanze la Polizia Postale ha pubblicato un nuovo post sul profilo Facebook ‘Una vita da social’ in cui ha elencato le cinque frodi più comuni che circolano sull’applicazione di messaggistica istantanea più famosa al mondo.

1) Buono sconto di Zara. La prima truffa individuata dalla Polizia Postale è quella dei buoni sconto. In particolare ce n’è uno che presenta il seguente testo: “Rispondi al nostro semplice sondaggio e vinci un buono da 150 euro da Zara”. Cliccando sul link, e dopo una serie di passaggi, l’utente sottoscriverà senza accorgersene un abbonamento che consuma il credito. Come risolvere? Bisogna contattare subito il proprio gestore telefonico per comunicare la disdetta.

2) WhatsApp è scaduto. Bisogna fare attenzione anche al messaggio pop up che compare mentre si sta navigando su internet e che avvisa che il proprio abbonamento a WhatsApp sta per scadere. La Polizia Postale ha spiegato il funzionamento e le conseguenze di tale truffa: “Il messaggio chiede di inserire il proprio numero di telefono, ma facendolo, invece che sottoscrivere un abbonamento all’applicazione di messaggistica, se ne attiva uno da 20 euro che invia sfondi per il cellulare”. Nel caso in cui compaia questo messaggio è sufficiente spegnere e riavviare il telefono.

3) WhastApp Gold. La terza truffa viene descritta come “una promessa di un servizio esclusivo, dietro alla quale si nasconde un malware”. Diffidate quindi del messaggio che recita: “Hey, finalmente è arrivata la versione segreta di WhatsApp. Questa versione – la Gold – è usata solo da grandi celebrità. Ora puoi usarla anche tu”. Scaricando l’upgrade infatti si rischia di infettare lo smartphone con un malware che permette agli hacker di controllare il dispositivo mobile.

4) Scarica le nuove emoticon. La Polizia Postale avvisa anche dell’esistenza di due virus che invitano gli utenti a scaricare nuove emoticon. Per non cadere in trappola ricordatevi sempre che nessun aggiornamento delle emoticon viene segnalato via messaggio, ma solo tramite aggiornamenti della applicazioni.

5) Il messaggio audio che non esiste. Quando ricevete un messaggio che avvisa della presenza di una nota audio in segreteria e che proviene da indirizzi strani evitate di aprirlo. In realtà, si tratta di un virus che accede al controllo delle app installate, tra cui la fotocamera e la galleria fotografica, per poi ricattare i proprietari con richieste di denaro per foto delicate.

La Polizia Postale conclude il capitolo sulle truffe su Whatsapp con alcuni avvertimenti: ricordatevi che “nessun link fuorviante deve essere aperto se giunto attraverso messaggi di testo, su WhatsApp o altri servizi di messaggeria o social network”. E’ inoltre consigliabile “non fornire informazioni personali, se la fonte non è affidabile; non installare applicazioni non ufficiali scaricabili da negozi virtuali; non condividere o aprire messaggi sospetti; utilizzare un sistema di sicurezza che blocca il malware e i siti fraudolenti”.

Fonte : Una vita da social, Andkronos

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