Infibulazione, mutilazione genitale

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L’infibulazione è una pratica di mutilazione genitale femminile e consiste nell’asportazione della clitoride, delle piccole labbra e di parte delle grandi labbra vaginali. Segue la cucitura della vulva, lasciando uno spazio tenue per urinare. Le sue origini affondano nell’epoca dell’antico Egitto ed oggi, seppure è vietata, è praticata in grande misura. In Somalia, considerata da alcuni antropologi, il paese delle donne cucite si calcola riguardi il 98% delle donne costrette a subire tale mutilazione. Nel corano non viene citata l’infibulazione, eppure è praticata nel mondo islamico. Nel cristianesimo è valutata come un peccato contro la sanità del corpo, tuttavia avendo origini culturali antiche è praticata in Africa anche se aderiscono alla religione cattolica.

Ad oggi si valuta che nel mondo vi siano più di 120 milioni di donne che hanno subito l’infibulazione e ogni anno altre tre milioni sono sottoposte a questa pratica sconsiderata. Eseguita in etàinfibulazione-3-300x227 differenti ricomprese tra i 4 e 12 anni, impone alle vittime un reale trauma, una situazione in cui si cerca di custodire la purezza femminile, mossi i promotori da insensatezze mentali, ma anche di rubare quelle emozioni che gli impositori maschili considerano di proprio appannaggio. Una pratica folle, tutt’oggi presente e diffusa, combattuta dalle Nazioni Unite e L’UNICEF che si battono affinché scompaia, nondimeno essendo radicata profondamente nelle culture di troppi popoli i controlli sono pochi e le azioni minori.

In Italia, conformandosi alla Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulle donne avvenuta a Pechino il 15 Settembre del 1995, il Legislatore ha promulgato la Legge 9 Gennaio 2006 che punisce penalmente le procedute di mutilazione femminile. La norma prevedere, con l’introduzione dell’art. 583 bis del Codice Penale, una reclusione da quattro a dodici anni per chi, senza esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione ai genitali femminili. Oltre all’infibulazione, la norma prevede la clitoridectomia, l’escissione della clitoride e, comunque, qualsiasi pratica che causi effetti dello stesso tipo. In una società come la nostra dove l’infibulazione è assente, tale normativa tenta di impedire e punire chi vuole proseguire nell’applicazione di queste barbarie pratiche poiché proviene da paesi dove è usanza o aderisce a cultura differente. Ma viene applicata anche nei casi di quelle pratiche che prevedono delle mutilazioni conseguenze di mode diffuse.

Combattere ed impedire il proseguo di certe assurdità significa evolversi, abbracciare il progresso, non quello tecnologico, bensì mentale facendo proprie le considerazioni alla base di una società evoluta. Nelle ignoranze e oppressioni maschili in troppe terre questa pratica continuerà per molto tempo, constatato che come siano risoluti nell’evitare di modernizzare le menti.

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