Il Desposta e la Libertà di Parola

In quante storie, racconti o avventure troviamo un despota crudele e tirannico? Inutile tenere il conto, sono troppi. Ma cos’è un despota? Tralasciando facili definizioni esprimibili con una semplice frase dal completo e pieno contenuto “ St***o”, per definizione è : sovrano, capo di stato, che gode di poteri pieni ed esercita una forza coercitiva nei confronti di sudditi o cittadini.

In poche parole, un individuo che può muovere le mani come meglio crede senza conoscere il valore della giustizia. Ma come nasce un despota? In racconti epici vi sono le guerre e conquiste, oppure omicidi entro le mura di corte per agevolare la successione in favore dell’erede prossimo, strumenti e metodi che si affiancano bene alla definizione di despota, perché violenza lui usa per raggiungere il suo scopo. In una società civile, diciamo, come l’Italia, come farebbe un individuo a divenire despota? Con il danaro? Con il controllo mediatico? Con il dominio dell’amministrazione pubblica? Certamente, si può ottenere un potere sugli altri sfruttando soldi, informazione e controllo dei servizi, ma per mantenerlo? Silenzio…. Il silenzio è la frusta che usa il domatore; azzittisce le voci, soffoca le speranze, annichilisce le razioni, annebbia il futuro.

Il despota deve controllare il correre della parola, fermarla, ostruire i passaggi che sfrutta per raggiungere le orecchie e poi il senno, solamente in questo modo un uomo, sorretto da altri uomini compiacenti, può mantenere il suo titolo ottenuto nelle più disparate maniere. Il despota è tiranno, indolente alle critiche, arrogante, prepotente, irrispettoso, volgare, accusatore quando lui è il vero criminale e colpevole, è colui che agisce mentendo, sapendo di mentire, finendo con il credere lui stesso alle proprie menzogne, e pretende che gli altri credano e siano a lui riconoscenti ricevendo in cambio nulla. Il despota distrugge, con la mano e con la favella, lui è il flagello che i popoli affrontano, peccato che se un tempo, quando si usava la spada e l’arco, esistevano individui come questi ed era facili trovarli in tutto il mondo, non riesco a capire come oggi giorno possa accadere che ancora una tale insopportabile indecenza persista, quando invece la scienza ed il sapere dovrebbero dominare ed aiutarci a migliorare e non il permanere del volere falso ed ipocrita come orologio a scandire la vita di tutti.

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