Le aziende scappano, gli Angelli scappano, lo Stato tace

Marchio Exor, Holding degli Angelli

Siamo alla resa dei conti, alla fine il rendiconto è penoso ed allarmante. Ricordate quando la gente commetteva l’insano gesto del suicidio durante il Governo Monti colpa quelle dannate cartelle esattoriali di Equitalia? Ebbene compivano l’atto non per colpa diretta del nuovo Presidente del Consiglio, il quale ha certamente dato il colpo di grazie, ma maturavano la scelta di abbandonare la battaglia dopo anni di lotta e continue sconfitte, per cui grazie anche ai Governi Berlusconi. Adesso, ad oggi, il risultato di decenni di mala politica e di ingresso di persone che poco garantiscono la sopravvivenza, si concretizza nella decisione della delocalizzazione delle attività.

Significa spostare altrove la produzione di beni rispetto alla regione o Paese in cui si trovavano. Rimane il Madre in Italy, soltanto che verrà realizzato il prodotto in altre nazioni, come la Polonia dove le fabbriche FIAT da anni spuntano come funghi. Proprio nel grande colosso italiano dell’industria si poggia la rappresentazione della situazione attuale. La Holding degli Agnelli lascia il nostro Paese in favore dell’Olanda. Cos’è una Holding? È lo strumento in economia attraverso il quale si controllano direttamente altre società senza apparirvi. Una Holding possiede la maggioranza oppure le azioni adatte a controllare o avere un peso di altra azienda, soltanto che rappresentando una persona giuridica ed eleggendo la propria residenza altrove, pagherà le tasse dove ha scelto di risiedere. In sostanza la Holding degli Angeli trasferendosi in Olanda non dovrà sottostare alla disciplina italiana riguardo le tasse e non dovrà pagarle.

Come questa altre hanno scelto di andare via, delocalizzare la propria produzione così da non essere costretti ad una tassazione esorbitante. Esempio la Lombardia ha perduto circa 9.647 aziende, Emilia Romagna 3.679 e Piemonte 2.806 con la conseguenza di perdita di entrata per lo Stato e, soprattutto, meno lavoro in Italia. Potremmo incolpare gli imprenditori, sarebbe facile, alcuni scelgono per convenienza, ma proprio questa disciplina il mercato. Le tasse strappano via metà dei guadagni dell’azienda, ciò che spetta all’imprenditore è ancora tassato di quasi la metà se supera la soglia prevista, alla fine si lavora per lo Stato sopportando pesi e misure che strozzano le aziende. Se un imprenditore ha più capitali è ovvio che investirà per fare crescere la propria attività, ma se deve darli allo Stato non farà e così niente nuovi posti di lavoro. Questa situazione riguarda anche le attività commerciali, come i negozi, soltanto che in questo caso si chiude e si rimane a spasso avendo patito la perdita dell’investimento, ma sempre pagando le tasse oppure con queste che diventano debiti.

Cosa non funziona? Se gli imprenditori vanno via, i lavoratori perdono il posto, se perdono il posto l’economia crolla, le famiglie diventano povere e lo Stato? Lo Stato sperpera, pensando alla fantasia delle parole da usare nella politica e promettendo, facendo che il lavoro, magari, nasca dal pubblico impiego. Eppure se è solo così, se tutti lavorano per lo Stato, come fanno a recuperare i soldi per mantenerlo? Se non mancano le aziende, imprese ed attività commerciali il lavoro diminuisce enormemente e non vi saranno i soldi per pagare gli stipendi pubblici, per cui inutile solo assumere con concorsi.

Allo stato attuale credere che un partito oppure un altro sia la soluzione è precario pensiero. Il PD agisce male, sia coloro che appoggiano Renzi, sia coloro che lo vogliono fuori. Il centro destra? Inutile soffermarsi, hanno già dato, dimostrando come si può affossare una nazione. Il movimento 5 Stelle? La loro proposta di reddito pubblico è allettante, eppure non esistono i fondi e non sono reperibili. Buttare fuori i mangia soldi che hanno vissuto sulle nostre spalle potrebbe risolvere? Un guadagno indubbiamente, ma urge una capacità politica, amministrativa e di gestione delle risorse e spese dello Stato che, ahimè, al momento attuale è difficile ritenere qualcuno capace.

L’augurio personale al nostro Paese è quello di abbandonare le vecchie ideologie, abbracciare il mondo moderno e le sue esigenze, rafforzarsi seguendo le altre nazioni europee che hanno saputo ottenere vantaggi dall’unione, senza sperperare in termini di soldi e pensieri, usando la testa e facendo ciò che serve per il bene del popolo. Che il buon Dio abbia dia poggiare la sua mano su tutti noi, che il destino, per chi non crede, voglia concederci un aiuto, poiché oramai sono troppi anni che luce non riusciamo a vedere.

2 Responses to Le aziende scappano, gli Angelli scappano, lo Stato tace

  1. stanco luglio 27, 2016 at 10:53 pm

    Mi chiedo chi sta governando l’Italia. Da tempo topolino minnie non pensano ad altro se non fare comizi sperando di rimbecillire gki italiani con il loro vota si………mentre tutti gli Italiani seri voteranno NO. Altra cosa stupida, ma degna di questi politici il rimandare tutto al dopo referendum……praticamente l’Italia e’ senza governo da mesi.

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    • admin luglio 27, 2016 at 11:32 pm

      Concordo, l’unica certezza è che ad ogni mese trascorso siamo lontani dagli obbiettivi promessi ripetutamente.

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