I diritti dell’uomo, un concetto e non un obbligo

roosevelt

Cosa si intende per Diritti Umani? Sono quella branca del diritto che riguarda i diritti inalienabili che ogni individuo possiede, cioè quegli aspetti della vita che non devono essere oggetto di abusi. Ad esempio la libertà individuale, la libertà religiosa, il diritto al voto ed altri. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo è quell’atto internazionale firmato a Parigi il 10 Dicembre 1948, promosso dalle Nazioni Unite, perché gli Stati membri tutelassero una serie di diritti garantendoli. Tra questi il rispetto della vita e la sua salvaguardia e il divieto delle torture.

A guardare gli eventi in Europa capiamo bene che esistono organizzazioni che hanno intenzione diretta a violare tali diritti. L’Isis, Stato Islamico, terroristi oppure qualsiasi altro nome gli si voglia dare sono l’espressione all’ennesima potenza della violazione totale di ciò che rende noi tutti dei soggetti civili. Senza entrare nel merito di chi subisce un male o un lutto dalle loro azioni e che, per ovvie ragioni, agogna che i colpevoli vengano puniti anche ricorrendo ai mezzi brutali, voglio attirare l’attenzione sulle metodologie che violano i diritti dell’uomo negli Stati moderni e civili.

Negli USA, non sul suolo nazionale, abbiamo avuto l’esempio lampante di Guantanamo Bay. Le foto delle torture compiute dai soldati americani hanno fatto il giro del mondo. Ma tra quei prigionieri, tantissimi, erano solo ed esclusivamente colpevoli di provenire o avere origini in quelle terre a cui attribuire il crimine del terrorismo. Centinaia lasciati liberi con tanto di scuse per gli abusi subiti, le violenze ed umiliazioni senza che alcun crimine fosse a loro imputabile. Si può operare in questa direzione contro chi non ha colpa? Persino nasce il problema di farlo sugli stessi conclamati terroristi, impossibile pensare che un mussulmano solo per essere tale è meritevole di venire punito.

Le torture vengono compiute dove gli Stati Uniti sanno di poterle fare. Nazioni che ammettono questo genere di pratiche non avendo aderito alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo o, persino, in alto mare su navi battenti bandiere di questi Stati. Riprovevole per tanti, ammissibile per chi imputa ai torturati una sofferenza patita, ma in uno stato civile che rispetta l’essere umano non sono ammissibili. Una guerra comporta la morte, nel suo svolgimento sono puniti gli atti criminali compiuti dai soldati che si macchiano di abusi ed altre azioni riprovevoli. Per cui, fuori da una guerra, è inevitabile che la tortura è atto ingiusto. Ma se contribuisce ad ottenere la salvaguardia degli innocenti è accettabile?

Scendere nel merito di ciò è complesso, ma una sicurezza esiste: inconcepibile compiere atti violenti ed abusi umilianti nei confronti di un cittadino, specie un minorenne. In Australia, nel carcere di Don Dale, i minorenni reclusi sono vittime continue di vessazioni da parte delle guardie carcerarie, come è spiegato nell’articolo pubblicato a questo link. Cittadini di una nazione che ha aderito alla convenzione internazionale, vittime di soprusi, obbligati a ricevere violenza e sconoscere i propri diritti essendo assenti. Se uno Stato civile compiere nei confronti dei propri giovani queste barbarie, come può in una situazione come quella su descritta riguardo il terrorismo essere obbiettiva e giusta?

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