Regno Unito, il dopo Brexit ed il razzismo scatenato

Theresa May, Primo Ministro inglese

Theresa May, Primo Ministro inglese

La caratteristica post-Brexit in Gran Bretagna viene oggi dettagliatamente descritta da L’Indipendent che ha avuto accesso a 500 episodi di razzismo forsennato. Il dopo referendum UE ha contribuito alla diffusione di un odio razziale che trova i suoi precedenti, a dire della famosa testata giornalistica, nella Germania Nazista. Addirittura a Londa vi sono persone altolocate che si rifiutano di farsi servire ai ristoranti dai camerieri stranieri contribuendo a disegnare un quadro sconvolgente, come si evince anche dai post dei social media.

Alcuni dei casi raccontano di bande che si aggirano per le strade pretendendo dai passanti di dimostrare di parlare inglese. Svastiche a Armagh, Sheffield, Plymouth, Leicester, Londra e Glasgow assumono la forma della dilagante intolleranza. Seguono attacchi incendiari, assalti, lanci di escrementi di animale alle porte o spinti per le buche delle lettere. Atti di razzismo compiuti ai danni, addirittura, di minorenni. A Glasgow un uomo ha strappato via il velo di una donna affermando “ inizia ad obbedire all’uomo bianco!”, tratteggiando la similitudine con la Germania Nazista del 1930.

Tre gruppi di social media accusano il Primo Ministro, Theresa May, di sostenere questo ambiente ostile aprendo al razzismo dilagante, con particolare attenzione all’autorizzazione ai furgoni pubblicitari che riportano la dicitura per i clandestini “ andate a casa o sarete arrestati.”. La xenofobia del Primo Ministro non è nuova, in un’intervista del 2012 affermò : “ L’obbiettivo è creare in Gran Bretagna un’ambiente veramente ostile per l’immigrazione clandestina.”

Dal 23 Giugno 2016, data del referendum, alcun angolo del Regno Unito è esente da azioni di razzismo, persino nelle aree che hanno votato a favore dell’Unione Europea. Bambini costretti a rimanere nei cortili di casa per paura delle minacce, un medico polacco di Oxford insultato dai suoi pazienti che gli urlano contro di tornare a casa. Il 76 percento dei casi si limita ad atti verbali, il rimanenti episodi si tramutano in atti minacciosi e di effettiva violenza. Un uomo, sempre polacco, Yeovil Somerset,  è stato fermato per strada da un gruppo razzista che ha preteso parlasse inglese, avanti i suoi tentennamenti è stato picchiato subendo un duro infortunio all’occhio.

Eventi che riguardano i bambini nella veste di vittime ed aguzzini, obbligati a subire violenze verbali oppure istigati dai genitori, parenti ed amici. L’Indipendent spiega che questi atti possono essere un preludio ad eventi peggiori, autentici attacchi brutali compiuti da gruppi razzisti potrebbero divenire la principale conseguenza.

Komaromi, un ricercatore accademico che aiuta nella gestione della pagina Twitter di  PostRefRacism, ha detto all’Independent : ” Il risultato del referendum incoraggiato alcune persone perché ha fatto loro credere che tutti sono d’accordo.”. Liz Fekete, direttrice dell’Istituto delle Relazioni Razziali, afferma : “ Una delle cose chiare e che l’ambiente ostile è stato un obbiettivo ufficiale della politica.”. Dagli eventi tragici risalenti all’11 Settembre 2001 la xenofobia è divenuta un’arma tattica da usare per la conquista di voti, traducendosi adesso in atti violenti che si manifestano senza esitazioni. Il Primo Ministro da una parte ribadisce l’impegno alla tutela di quei luoghi di culto e pubblici che possono divenire obbiettivo di attacchi a sfondo razziale, dall’altra fomenta il disprezzo verso l’immigrazione e, come conseguenza, contro gli stranieri.

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