L’Isis forma le nuove generazioni di combattenti

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L’Europol, nel suo rapporto annuale sul terrorismo presso l’Unione Europea, tratta della disperata condizione di troppi bambini annessi nelle fila dell’Isis al fine di creare la nuova generazione di combattenti e kamikaze. Sia nati in Siria e Iraq, sia all’esterno grazie alle “spose jihad”, inseriti in video di propaganda annuncianti il futuro del terrorismo, diventano strumenti di guerra per l’avvenire. L’Europol avvisa che questi bambini serviranno all’Isis come combattenti, propaganda, reclutamento e raccolta fondi facendoli rimpatriare ed infiltrare nella popolazione europea. Più di 50 bambini provengono dal Regno Unito e vivono, attualmente, nello Stato Islamico, dove si stima vi siano 31.000 donne in gravidanza che forniranno le nuove generazioni, come avvisa la Fondazione Quilliam.

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Isa Dare, quattro anni, che appare in un video di propaganda Isis

Esempio il troppo giovane Isa Dare, mostrato in un video di propaganda dell’Isis mentre fa saltare in aria un auto con dentro tre prigionieri. Nato da una londinese, urla nel video il suo disprezzo per gli infedeli, accompagnato da una ragazzo che parlava con accento britannico minacciando il Regno Unito, l’Europa e gli Stati Uniti. Nell’Isis i bambini vengono visti come le migliori truppe, facilmente indottrinabili e come tali saranno fedeli armi al servizio della causa. Nikita Malik, ricercatrice della Fondazione Quilliam, all’Indipendent ha affermato : “ Si tratta di una minaccia immediata e diventerà molto più grande a lungo termine.”, avvertendo che i governi non hanno alcuna strategia globale a riguardo. La rieducazione dei figli dei combattenti, sembra, non avere alcun peso nel caso in cui verranno rimpatriati nelle proprie nazioni di appartenenza.

“ I cuccioli del Califfato”, come vengono indicati dagli stessi appartenenti dell’Isis, sono sponsorizzati attraverso i video di propaganda che mostrano bambini piccoli, anche di cinque anni, indossare mimetiche e svolgere esercitazioni militari. Per le ragazze non è previsto imbracciare le armi, ma sono fondamentali per l’indottrinamento e come tali strumenti di educazione e future madri dei combattenti. Istruite ad accettare la morte di mariti e figli, seguendo i dettami, secondo l’interpretazione dell’Isis, della Sharia è il compito di queste future madri.

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