L’Italia combatte con le forze speciali l’Isis

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Operazioni speciali condotte dai corpi d’élite italiane operano segretamente in Iraq e Libia, ma come accade per l’operazione “Sarissa” durante il Governo Prodi, il Parlamento italiano non è informato. La guerra all’Isis, insomma, l’Italia la combatte, attraverso autorizzazioni del Governo, seguendo la massima segretezza. In Iraq il coinvolgimento delle truppe italiane nella guerra contro lo Stato Islamico nella provincia sunnita di Al-Anbar, oltre a venire scritta sulla stampa italiana e smentita dal Ministero della Difesa, viene indicata sul sito ufficiale dei marines americani. Secondo le indiscrezioni, l’attuale operazione, viene chiamata “Centuria” ed è condotta dalla Task Force 44, inizialmente svolta da 9° Reggimento “Col Moschin”, poi affiancati dal Comando interforze per le operazioni delle forze speciali del generale Nicola Zanelli, quindi prevede la partecipazione dei Comsubin e del 17° Stormo dell’Aeronautica ed i Gis dei Carabinieri. La base operativa della Task Force 44 è l’aeroporto militare di Taqaddum, tra Ramadi e Fallujah, teatro delle principali offensive anti-Isis degli ultimi mesi. Ed è qui che le forze speciali italiane, insieme a quelle australiane e ai marines, sono state impegnate al fianco dell’8ª Divisione dell’esercito iracheno con compiti di pianificazione, coordinamento e appoggio ai combattimenti.

In Libia le operazioni italiane, autorizzate dal presidente Renzi con decreto dello scorso 10 Febbraio, si sa solamente, essendo il nome sconosciuto e segretato, si svolge in via ufficiosa ed ha come base l’aeroporto di Musirata. Fonti israeliane hanno affermato che soldati inglesi ed italiani sono caduti in un’imboscata dell’Isis, tuttavia il Governo smentisce tale notizia. Comunque anche sul territorio del Libano, dove esisterebbero solo mansioni di ponte aereo per assistenza sanitaria, le forze speciali italiane operano sul territorio militarmente.

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