Foto strazianti dall’interno di un carcere filippino

Quezon City Jail a Manila, Filippine, ospita 3.800 detenuti, quasi cinque volte più della capienza massima di quando è stato progettato, un carcere sovraffollato dove la vita è angusta ed insopportabile. Foto strazianti sono emerse e dimostrato le condizioni disumare all’interno della prigione.

Una giustizia aggressiva dove i detenuti vengono stipati in ogni angolo possibile, frutto della lotta dura alla criminalità ed il traffico di droga. Tale situazione riguarda ogni struttura penitenziaria del Paese, a dire di molti detenuti “ Si rischia la pazzia!”; nel Quezon City Jail, ad esempio, le condizioni igieniche sono inesistenti e dormire diviene quasi impossibile. Un solo bagno usato da 130 persone, un odore nauseante appesta ogni angolo del carcere. Le conseguenze sono malattie e lo stress prolungato conduce a scontri continui tra i detenuti.

Le Filippine hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, che proibisce il trattamento disumano dei prigionieri, eppure tale trattato non viene rispettato. La carenza di giudici comporta che l’esame dei casi è enormemente lento e servono anni addirittura per valutare la situazione di un detenuto. Uno dei detenuti, Dimaculangan, ha affermato che per il suo caso che lo vede carcerato dal 2001 è stato sentito dai giudici una sola volta sino ad oggi.

La condizione è destinata a peggiorare, il nuovo presidente, Rodrigo Duterte, ha lanciato una guerra contro il crimine promettendo di eliminare spacciatori, criminali e tossicodipendenti. Tuttavia ciò comporterà un aumento dei carcerati, di cui le singole situazioni non verranno analizzate per valutarne l’innocenza e, inoltre, sono almeno 420 le esecuzioni sommarie compiute dalla polizia penitenziaria. Il compito della giustizia e sì punire i colpevoli, ma all’interno di un carcere è la rieducazione il fondamento principale, ma in un carcere come questo si ottiene solamente il peggioramento dei carcerati.

 

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