L’illusione per le giovani musulmane, corrotte e ridotte a strumenti di procreazione

Amira Abase, Kadiza Sultana e Shamima Begum riprese dalle telecamere, fuggite in Siria per unirsi agli aspiranti mariti. Si teme siano morte.

L’Indipendent presenta una situazione preoccupante che affligge la gioventù musulmana femminile in Inghilterra. Appartenenti a famiglie con concetti ristretti, obbligate a rigide regole, agognano distaccarsi dagli obblighi e fuggire inseguendo un sogno. Questo sogno viene concesso dalle figure appariscenti ed affascinanti di guerrieri jihadisti con cui iniziano contatti telematici, stringendo amicizie che tramutano in altro frutto della fantasia.

Promesse amorose, promesse di una vita diversa, promesse di divenire madri dei futuri guerrieri dello Stato Islamico. Basta fuggire di casa, incontrare delle persone fidate che forniranno i passaporti ed il danaro sufficiente e potranno raggiungere quell’ipotetica nuova vita abbandonando le restrizioni famigliari. Ma quando arrivano nulla è come hanno creduto, l’affascinante guerriero veduto nelle foto non appare, bensì altri che le costringono a rimanere in appartamenti che non possono lasciare senza accompagnatore, indossando il tipico velo sottomettendosi a nuove più rigide regole.

Tornare in patria impossibile, gli jihadisti non le lascerebbero andare, inoltre le stesse famiglie non le accetterebbero dopo la fuga e le autorità inglesi non possono agire sia perché cercarle in zone di guerra è impresa infattibile, sia per la politica adottata dal nuovo Governo. Almeno ciò riguarda quelle ragazze che appartengono a famiglie di origine musulmana, tuttavia si riscontrano anche casi in cui non esiste alcun legame culturale, niente restrizioni oppure imposizioni dei genitori, ma solo il desiderio di fuggire dalla normale esistenza.

Queste ragazze diverranno strumenti di proliferazione per la creazione delle nuove generazioni di combattenti, usate ed abusate al fine di infoltire i ranghi fornendo i futuri guerrieri. Ragazze imbrogliate sfruttando le loro debolezze, costringendole ad un’esistenza misera come procreatrici e strumenti sessuali per gli jihadisti.

Per combattere tale fenomeno si agisce a livello scolastico, almeno questa la proposta delle associazioni e degli iman che offrono il proprio apporto alle istituzioni affinché tale situazione venga combattuta ed eliminata. In più arrestare questo fenome contribuisce ad impedire la radicalizzazione di nuove generazioni, impedendo che il fenome del terrorismo in generale venga nutrito anche per il futuro.

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