Gran Bretagna, nuova carta delle crudeltà contro gli immigrati

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Con la Brexit la Gran Bretagna sancisse la sua uscita dall’Unione Europea, incrementando la sua ferrea lotta all’immigrazione, ricorrendo a forme dure, oltre ciò che avrebbe potuto qualche tempo fa. Theresa May, se da una parte parla di rispetto dell’individuo, dall’altra non ha timore e remore nel ricorrere a strumenti esagerati. Da oggi le persone detenute nei centri di rimozione dell’immigrazione possono essere obbligati all’isolamento contro il parere medico e trattenuti per ore senza alcuna valida spiegazione. Queste le nuove linee guida del Ministero degli Interni.

A conti fatti le guardie possono mettere in detenzione chiunque venga ritenuto testardo o disobbediente, costringendo ad un trattamento, ritenuto dagli attivisti, crudele. Decine di migliaia di immigrati sono rinchiusi in autentici carceri chiamati centri di rimozione dell’immigrazione, con alcuni che vengono rimpatriati, ma tantissimi altri in attea di asilo presso il Paese.

La Regola 40 sancisce che le guardie di questi centri hanno un’ampia discrezionalità consegnando l’immigrato all’isolamento anche quando ciò comporterebbe un grave pericolo per la saluta. Il parere del medico, insomma, non ha alcun valore. Gli attivisti gridano allo scandalo, incolpando il Governo affermando che deve vergognarsi per come vengono violati i diritti umani.

Persone affette da malattie bipolari e schizofreniche sono state obbligate a lunghe prigionie in isolamento, quando invece avevano necessità della giusta assistenza. Inoltre famiglie con bambini sono state condotte in questi centri senza alcuna attenzione per la tutela dei minori. Il giornale The Indipendent ha contattato il ministero per ricevere commenti a riguardo, ma a tutt’oggi non sono state rilasciate dichiarazioni.

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