“Distruggiamo la croce. Gesù schiavo di Allah”, la propaganda dell’Isis

dabiq

RAQQA – Il numero della rivista di propaganda musulmana, Dabiq, chiama Gesù Cristo “ schiavo di Allah”, esortando i sostenitori a “ distruggere la croce “, tentando di convertire i cristiani spiegando il motivo per il quale devono abbandonare l’infedeltà ed accettare l’Islam come la religione unica e sottomettersi al vero signore.

L’articolo afferma che Gesù tornerà in terra e “ abbraccerà la jihad in favore di Allah”, spiegando il perché dell’odio nei confronti dei cristiani ed ebrei, “Vi odiamo soprattutto perché rigettate l’unicità di Allah”. L’Isis afferma di odiare chiunque non appartenga al proprio gruppo perché “ liberale”, “ ateo”, “ commettono crimini contro i musulmani, invadendo le nostre terre”. “ Finché esisterà anche un solo centimetro di territorio da recuperare, la jihad continuerà ad essere un obbligo personale per tutti i musulmani ”, continua nella rivista estremista.

Dabiq inizia assumendosi la responsabilità per tutti i recenti attacchi terroristici effettuati dai seguaci del suo messaggio, compresi quelli a Würzburg ( dove un adolescente afgano ha attaccato delle persone con un machete a bordo di un treno) i massacri di Nizza e Orlando e l‘attacco al sacerdote francese.

La rivista ammette che gli attacchi francesi e tedeschi erano da parte “dei nostri fratelli e soldati del califfato”, persone che agiscono prevalentemente in maniera indipendente dallo Stato Islamico e prosegue vantandosi dell’attacco nella discoteca di Orlando, dove Omar Mateen “è riuscito a massacrare i luridi crociati, uccidendo e ferendone più di 100, prima di essere ucciso”. L’operazione è stata segnalata come la più micidiale in America dal raid di Manhattan avvenuto 15 anni fa.

Uno degli autori nella rivista ha a cuore il compito di istruire la donna occidentale, considerata promiscua, disposta a mostrare parti del corpo che nessuno uomo mostrerebbe, disposta ad abbandonare la maternità, ma castità, la femminilità e l’eterosessualità. Forse costui non guarda quelle miriade di donne nel Medio Oriente, assieme alle sventurate che partono per la Siria, tramutate in oggetti sessuali da parte dei guerriglieri jihadisti costrette ad una prigionia forzata ed altri svariati abusi.

La propaganda, infine, fa riferimento anche alla polemica che riguarda Donald Trump e i genitori di un soldato americano morto, il capitano Humayun Khan. Ghazal Khan e suo marito, Khizr Khan, hanno criticato la retorica di Trump contro i musulmani e contro il figlio, che è morto combattendo in Iraq nel 2004. In risposta, Trump ha detto di essere stato “ brutalmente attaccato ” dalla coppia e ha negato la possibilità di rispondere alle loro richieste. La rivista mostra una foto della tomba di Khan con la didascalia: “ Attenzione a morire come un apostata ”.

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