Rianimare i morti, scienza o follia?

Non parliamo della realizzazione nella vita reale dei film sui morti viventi. Anni addietro una società di biotecnologia, la Bioquark, ottenne l’autorizzazione dal Governo Obama per sperimentare delle procedure allo scopo di rianimare i morti. Un mix di terapie e cellule staminali che dovrebbero agire allo scopo di rimettere in sesto il cervello del paziente, poiché questo rappresenta il vero limite. Infatti le cellule celebrali morte comportano la fine di ogni attività, insostituibili almeno secondo la precedente medicina. Poiché gli scienziati sono convinti di potere sostituire ciò che è scomparso, usando appunto le cellule staminali. Un timore in questa procedura è la valutazione di un azzeramento del cervello, cioè l’individuo riportato in vita non ricorderebbe nulla della sua esistenza passata. Durante la trasmissione televisiva americana “Today Show”, il professore Parnia ha presentato il suo libro, secondo il quale grazie all’evoluzione scientifica dell’ultimo decennio è possibile rianimare i morti. Egli, tuttavia, si limita rispetto alla società di biotecnologia. Quest’ultima opera su cadaveri con una procedura abbastanza lunga, che coinvolge alcuni mesi di terapia. Il professore afferma che grazie alla scoperta che la morte celebrale avviene all’incirca dopo otto ore rispetto al decesso fisico, sia possibile agire affinché la vita venga restituita. Anche in India hanno attivato una tale procedura, limitata da interventi esterni. I ricercatori indiani credono di potere, tramite la stimolazione laser transcranica, riuscire a stimolare il nervo mediano irradiando il cervello e questo comporterebbe la possibilità di rianimare i defunti. Senza il soffermarci sulle basi scientifiche, ma neanche quelle teologiche o del sentire comune, dovremmo chiederci quanto sia giusto sconfiggere la morte essendo essa stessa parte della vita? Oppure considerare questo progresso scientifico, se reale, una prospettiva allettante per l’avvenire dell’umanità? Sempre se riusciranno a risolvere il problema del sopraffollamento globale e la carenza di risorse. Magari per rianimare i morti basterebbe chiedere al Re della Notte… chissà!

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