Asteroidi e collisione: una minaccia, ma non una realtà

Apocalisse, Armageddon oppure Ragnarok, comunque si chiami parliamo sempre della fine del mondo. Il pavento segue la storia umana da sempre, ad ogni compimento di millennio si diffondono notizie di vario genere echeggiando la distruzione di tutto. A dire il vero, anche all’inizio, nel mezzo e poco dopo c’è sempre qualcuno che inneggia alla fine del mondo. Oggi il pericolo, più di un Armageddon nucleare, lo troviamo sopra le nostre teste, precisamente indichiamo quegli oggetti vaganti nello spazio come i possibili mezzi di annientamento della razza umana.

Eclatanti titoli su articoli, di giornale o blog, sono il frutto perlopiù di quella tecnica fine ad indurre a cliccare e leggere, aggiudicandosi delle visualizzazioni. Con ciò lungi l’idea che tale pericolo non possa esistere; di fatti le agenzie spaziali di tutto il mondo trascorrono molto tempo a monitorare gli asteroidi. Nondimeno non possiamo rendere reali film in cui si narra di giganteschi distruttori prossimi ad una collisione con la terra. Vero è che un impatto causerebbe una potenza distruttiva che alcuna bomba atomica potrebbe mai eguagliare, ma l’ipotesi è estremamente remota.

Dyamos è uno dei timori; un asteroide che orbita attorno al sole, controllato nei suoi movimenti dalla Nasa ed oggetto della missione DART. Tale acronimo significa Double Asteroid Redirection Test, ovvero la costruzione di una macchina spaziale capace di deviarne il percorso. Sembra la trama di Salvation, telefilm in cui coraggiosi eroi realizzano un trattore gravitazionale capace di modificare la rotta del minaccioso asteroide che sta per colpire la terra. In questa ricostruzione, il governo USA mantiene la segretezza della cosa, usando ogni mezzo possibile.

Nella realtà sarebbe abbastanza improbabile, anche perché le agenzie spaziali sono molte nel mondo, pubbliche e private, capaci di scoprire un tale pericolo e la popolazione globale non rimarrebbe ignara. Ad esempio Asteroid 2006 QV89 è altro oggetto che sembra scuotere l’opinione pubblica, perlopiù grazie ad articoli catastrofistici che richiamano sempre la fine del mondo, ma non sembra intimorire nella stessa maniera la miriade di esperti che controllano lo spazio. Quanto meno non nella misura in cui la persona comune, che ha paura di un macigno di 50 metro viaggiante ad una velocità elevata e capace di cagionare distruzione proprio sulla sua testa.

Insomma il pericolo esiste, ma l’ultimo impatto distruttivo risale a tempi in cui l’essere umano non era neanche nel pensiero di Dio. Abbandonare il catastrofismo in favore di reali pericoli come il riscaldamento globale è indiscutibilmente doveroso. Non sono gli asteroidi l’autentica minaccia; la razza umana è l’unica vera prossima causa della fine del mondo.

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