Guerra tra giornali e Google

Guerra tra giornali e Google, un conflitto che ha avuto inizio qualche anno addietro e non vuole arrestarsi. I giornalisti lamentano che tutte le testate, sia piccole, sia medie sia grandi producono contenuti grazie alle proprie fonti ed alle disponibilità della redazione e stanno perdendo guadagni colpa il colosso di internet. Questi contenuti sono pubblicati sui loro rispettivi siti di informazione, ma qui avviene l’inconveniente. Google li vede e li trasmette alla sua sezione news, dove grazie al feed generale o personalizzato, vengono spedite all’utente come fosse una rassegna stampa.

Il centro di ricerca News Media Alliance, afferma che Google ottiene da questo tipo di operazione un guadagno stimabile in circa 4,7 miliardi di dollari. I giornalisti lamentano che questo esorbitante guadagno, oltre al prezzo per il personale e soprattutto la tecnologia adoperata, si concretizza in un introito per il colosso californiano molto consistente. News Media Alliance, che raccoglie oltre 2000 operatori del settore negli USA, afferna che Google guadagna quando l’intero settore dell’informazione. Da ricordare che le cifre rilasciate sono limitate al territorio americano, almeno questo si deduce dalle affermazioni presenti in molti giornali online.

Google, da parte sua, ribatte che il suo servizio ha garantito ai giornali oltre dieci miliardi di click; cioè ha consentito alle testate giornalistiche di ricevere un equivalente di visite che si concretizza in un guadagno. Dunque, in sostanza, il problema dovrebbe essere il guadagno dei giornali che si lamentano di perdere soldi per colpa di Google, che a sua volta afferma di garantire un grande accesso di utenti sulle piattaforme giornalistiche.

Chissà come finirà, in Europa il colosso di internet ha già i suoi guai, vedremo nei mesi o anni a seguire se dovrà ridimensionare i suoi guadagni in favore di chi produce contenuti e non solo prenderli senza dare nulla. Oppure gli sarà riconosciuto il merito di garantire l’afflusso di utenti anche ai quei giornali che non sono molto visibili.

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