Il mito del Vampiro

DraculaDagli ’90 ad oggi l’invasione del Vampirismo letterario, cinematografico e televisivo non ha termine. Cattivi, buoni, con problemi di cuore, affetti da paranoia, alla ricerca di se stessi, in una lunga guerra continua con antagonisti umani e non umani hanno caratterizzato centinaia di migliaia di ore di intrattenimento. Ma qual è l’origine di queste notturne creature che infestano la nostra quotidianità? A molti verrà in mente il nome di Dracula ed anche l’omonimo romanzo di Bram Stoker. Quest’opera, sebbene tra le più rilevante, forse la più rilevante, del genere gotico della fine ‘800, non è il primo romanzo sui vampiri, per cui non è l’opera principe che ha dato vita al mito. Dobbiamo andare più indietro nel tempo, al primo ventennio dello stesso secolo. Tutto ha origine per una semplice scommessa di persone annoiate oppure affascinate da una lettura da definirsi, quantomeno, immaginariamente coinvolgente. Il conte Bayron, nobile inglese, affittò una casa in Svizzera, villa Diodati, presso il lago di Ginevra. Qui, dopo la lettura della raccolta Fantasmagoriana, avente ad oggetto i non morti, con i suoi più stretti amici il conte indisse una gara tra i a chi avrebbe scritto un’opera riuscendo a farla pubblicare. Da quella disputa, scommessa o qualsiasi nome vogliate attribuirgli ebbero vita due dei personaggi mostruosi che tutti conoscono. Mary Shelley scrisse “ Frankenstein, o il moderno Prometeo”, e l’altra opera fu “ Il Vampiro”, scritto da John Polidori. Sì, il cognome è italiano, poiché era figlio di un politico nostrano, Gaetano Polidori. Ebbene questo romanzo è la madre del genere vampiri che, a prescindere dalle inventive moderne, ha un legame con l’antagonista il mostro creato in laboratorio. Chi ha seguito romanzi o produzioni televisive e cinematografiche saprà che in molti hanno dato vita alla rivalità eterna tra vampiri e licantropi, inventandosi una nascita comune in molti casi. Falsità se scaviamo nel passato, poiché alla base della venuta del vampiro e di Frankenstein esiste un punto imprescindibile dovuto proprio alla raccolta di racconti della Fantasmagoriana. Entrambi sono non morti, cioè creature che hanno sconfitto l’annoso problema della fine dell’esistenza. Il primo risorgendo dalla tomba senza un reale battito del cuore alla ricerca di sangue, il secondo ricostruito da parti anatomiche recuperate in un cimitero ( in altro articolo potete leggere come ha avuto origine la figura del mostro di Frankenstein, anche qui gli italiani hanno avuto la loro parte). Dunque, se qualcuno dovesse accusare un fastidio, quasi allergico, al genere dei vampiri, sapete che un connazionale, almeno di origine, ha avuto l’ispirazione di creare una figura, basata proprio sul conte Bayron come modello comportamentale, che da anni inonda l’intrattenimento moderno che ha concesso di assaporare i vampiri in vari modi e brodi.

 

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