Il mostro di Frankenstein

FrankensteinChi ha letto l’articolo sulla nascita del mito del vampiro conosce la storia, qui la riassumo. Villa Diodati, Svizzera, Mary Shelley ospite presso il conte Bayron, dopo la lettura della raccolta di racconti Fantasmagoriana, il nobile indice una gara a chi scrive un racconto e riesce a farlo pubblicare. Due i vincitori: Polidori con “ Il Vampiro”, Mary con “ Frankenstein, o il moderno Prometeo”. Le due opere hanno ad oggetto un non morto, cioè una creatura che ha sconfitto la fine dell’esistenza. Nel caso del mostro creato in laboratorio, nasce dalla fusione di diversi parte anatomiche reperite, perlopiù, presso cimiteri. A donargli la resurrezione un fulmine che incanalato riattiva cuore, polmoni e cervello. Mary Shelley, come ispirazione, ebbe dei tentativi reali di rianimare corpi morti compiuti da scienziati dell’epoca. Giovanni Aldini fu uno di questi. Fisico italiano e docente universitario compì a Londra un esperimento che condusse, addirittura, alla morte di uno dei suoi collaboratori colto da infarto durante la notte a causa di ciò che vide. Sembra che il cadavere su cui esercitò la sua scienza, grazie a sollecitazioni elettriche usando una pila voltaica, si mosse e, persino, i polmoni ripresero il loro lavoro. Lungi dall’esaminare tale narrazione dell’epoca, condita con lo stupore esagitato di chi assistette, sapendo che i movimenti dei muscoli avvengono grazie a minime correnti elettriche nel corpo umano, divenne questo esperimento, assieme agli studi e tentativi di altri scienziati come Erasmus Darwin ( Il nonno del famoso Charles Darwin) a fornire l’ispirazione a Mary Shelley per scrivere il suo romanzo. Sotto lo pseudonimo di David Lyndsay, pubblicò la sua opera nel 1818, riscontrando una scadente valutazione da parte dei critici, eppure come “Il Vampiro”, un elevato apprezzamento da parte dei lettori. Mary Shelley riscatto ebbe successivamente quando svelò la sua identità, poiché in quel lontano periodo una donna scrittrice non era ben veduta, dichiarando : “ per un uomo era eccellente, ma per una donna è straordinario”, valutazione tuttavia maggiore se si pensa che all’epoca della stesura aveva 21 anni.

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