1 italiano su 3 non pensa privacy selfie

In this Feb. 22, 2016, photo, an Indian man takes a selfie in Mumbai's coastline. India is home to the highest number of people who have died while taking photos of themselves, with 19 of the worlds 49 recorded selfie-linked deaths since 2014, according to San Francisco-based data service provider Priceonomics. The statistic may in part be due to Indias sheer size, with 1.25 billion citizens and one of the worlds fastest-growing smartphone markets. (ANSA/AP Photo/Rafiq Maqbool)

In this Feb. 22, 2016, photo, an Indian man takes a selfie in Mumbai’s coastline. India is home to the highest number of people who have died while taking photos of themselves, with 19 of the worlds 49 recorded selfie-linked deaths since 2014, according to San Francisco-based data service provider Priceonomics. The statistic may in part be due to Indias sheer size, with 1.25 billion citizens and one of the worlds fastest-growing smartphone markets. (ANSA/AP Photo/Rafiq Maqbool)

Il 93% degli italiani verifica le impostazioni sulla privacy dei suoi account su social network, eppure uno su tre non presta attenzione ai selfie: né a quelli di altri in cui si ritrova a sua insaputa, né ai propri, evitando di immortalare ignari sconosciuti. È quanto emerge da una ricerca di Doxa per Kaspersky Lab Italia. Il 36% degli italiani fa attenzione a non comparire nei selfie di amici e parenti, mentre il 49% verifica di non riprendere altre persone mentre se li fa. Il 33%, invece, si cura di nessuno dei due aspetti. Il disinteresse è tale che solo la metà degli intervistati controlla ogni volta che riceve la notifica di essere stato ‘taggato’ in una foto di amici, il 35% lo fa a volte e il 12% non lo fa mai. Le conseguenze non vanno tuttavia sottovalutate, e infatti un intervistato su cinque ha raccontato di aver litigato a causa di una foto taggata sui social, il 13% anche più di una volta. Il 17% ha ammesso di essersi fatto scoprire dove non doveva essere proprio a causa del tag in una foto, cifra che arriva al 37% fra i giovani nella fascia 18-24 anni. In vacanza, comunque, la riservatezza non è contemplata, tanto che due italiani su tre fanno sapere a tutti, attraverso i social, dove vanno. Il 53% non fa nemmeno la fatica di scriverlo: usa direttamente la geolocalizzazione. Se alla privacy si dà poco peso, molto valore si dà ai dati archiviati sui propri dispositivi, soprattutto foto e messaggi. Secondo Kaspersky Lab il 40% delle vittime di attacchi ransomware, che criptano i contenuti presenti su un dispositivo rendendolo inutilizzabile fino al pagamento di un riscatto, decide di pagare. La cifra chiesta è in media di 300 dollari (269 euro), ma un sondaggio rivela che gli utenti sarebbero disposti a sborsare 612 euro, più del doppio

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