Isis, gli attentati in Europa, la pazzia dei malvagi

Abu Bakr al-Baghdadi nel giugno del 2014 proclama la nascita di un califfato la cui autorità ricomprende i territori caduti sotto il suo controllo che vanno dalla Siria nord-est all’Iraq occidentale definendolo Stato Islamico (in arabo: الدولة الإسلامية‎, al-Dawla al-Islāmiyya). Lo Stato Islamico è un gruppo jihadista salafita attivo, appunto, in Siria e Iraq il cui è acronimo Daesh, tradotto in italiano Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Islamic State of Iraq and the Levant, ISIL). L’Isis conta, anche, affiliazioni che in Afghanistan, Egitto, Libia, Libano, Filippine ed altre nazioni in cui la cultura mussulmana è forte. Sfruttando, così, gli stessi infidi strumenti di Al-Qaeda, ricorrendo al lavaggio del cervello, conquista le menti debole e confuse spingendo dissennati folli al compimento di atti eclatanti e spietati. Senza togliere il rammarico ed il cordoglio per gli attentati compiuti dall’Isis in altre nazioni, qui mi limito a riportare gli episodi che hanno riguardato l’Europa.

Il 7 Gennaio 2015, i fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly, in nome ed inviati dall’Isis, penetrano nella redazione parigina di Charlie Hebdo uccidendo 12 persone. Solamente due giorni dopo, nel supermercato kosher di Porte de Vincennes, altre otto vittime la cui unica colpa è quella di essere considerati ebrei.

Il 13 novembre 2015, in Francia, avvengono una serie di attentati provoca almeno 130 morti e altre centinaia di feriti. I terroristi colpiscono sin ei diverse zone in quel venerdì sera, tra cui lo Stade de France dov’era in corso l’amichevole di calcio Francia-Germania ed alcuni ristoranti e bar nel decimo e nell’undicesimo arrondissement di Parigi. La sala Bataclan, ‘soldout’ dove si svolgeva il concerto del gruppo americano Eagles of Death Metal è divenuto bersaglio più colpito, con 89 morti. Il 14 novembre, l’Isis rivendica l’attentato con orgoglio sul web.

Il 22 marzo 2016 a Bruxelles sono avvenuti circa alle ore 8:00 a Bruxelles ein Belgio gli attentati all’aeroporto di Bruxelles e uno alla stazione della metropolitana di Maalbeek. Gli attentati sono stati rivendicati, dopo le 15:00, dall’Isis attraverso l’agenzia di stampa Amaq news.

 

Infine, non ultimo per orrore, cagionato da un solo uomo a bordo di un camion, capace di superare la sicurezza affermando di trasportare gelati, abbiamo il 14 Luglio 2016, Nizza, sempre in Francia, dove le vittime accertate sono 84.

Il terrore è lo strumento armato del codardo, oppure è il mezzo per imporre un differente pensiero sulle spalle altrui? In passato il terrorismo assunse la forma della resistenza al potere dispotico, partigiani e lo stesso Nelson Mandela ricorsero a tale strumento barbaro per raggiungere uno scopo da definirsi “ Nobile “. Dunque è il fine ultimo che definisce terrorismo o resistenza? Se dobbiamo cercare una forma di spiegazione possiamo solamente adombrarci ed intristirci al pensiero della folle corsa per compiere omicidi e rivendicarli, ai danni di innocenti ed indifesi. Ma forse proprio questo ci consente di porre una netta differenza. Nel caso della resistenza si combatte un potere tirannico affondando duri colpi alla sua solidità e contro i suoi soldati, nel caso del terrorismo si colpisce il popolo di una nazione i cui governanti sono incolpati per le azioni che vengono considerate attacchi. Per cui possiamo cominciare il nostro esame dal domandarci come mai i vili assalitori scelgono di colpire il popolo? Poiché è la porzione più semplice di quel governo che si vuole punire, spingendo la sua stessa gente a patire influenzandone, possibilmente, le decisioni. Io uccido la tua gente sino a quando deciderai di ritirarti dal territorio che io affermo di comandare e non dovrai darmi mai più fastidio. Questo l’Isis attua, vigliaccamente combattendo una battaglia, a volte senza neanche avere dato direttamente l’ordine, ma soltanto spingendo i pazzi a compiere pazzie, siccome non ha la forza e la dignità di lottare in ciò che crede dimostrandosi leale ed onesto nella sua battaglia, facendo esclusivamente del male a chi non ha alcuna colpa.

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