Turchia: il golpe è fallito, Erdogan è tornato a Istanbul

Sarebbe fallito in Turchia un tentativo di colpo di Stato da parte dei militari contro il presidente Erdogan. Un gruppo di militari è entrato nell’edificio del gruppo editoriale Dogan, di cui fa parte anche la Cnn Turk. Lo ha annunciato in diretta la conduttrice dell’emittente, principale gruppo editoriale indipendente del paese, prima di interrompere le trasmissioni. Il volo con a bordo  Erdogan sarebbe atterrato a Istanbul. Lo ha annunciato il ministro della Difesa. Carri armati in strada, elicotteri e  F16 dell’esercito hanno volteggiato su Ankara e Istanbul. Nella capitale ci sono stati scontri tra i militari lealisti al presidente Erdogan e soldati. Ci sono stati anche violenti scontri tra la polizia anti-sommossa e l’esercito turco in piazza . Almeno 17 poliziotti sono rimasti uccisi nell’assalto compiuto dai militari contro la sede centrale della sicurezza ad Ankara. Colpi di arma da fuoco sono stati sentiti nel quartiere di Harbiye, nel pieno centro di Istanbul. Sul posto sono giunte diverse ambulanze ma ancora non si hanno ulteriori dettagli sulla dinamica e sulla presenza di eventuali vittime.

turchia5_16023032La resa dei conti tra l’esercito e Erdogan

La resa dei conti è arrivata. L’esercito turco ha detto basta e ha deciso che la misura era colma. Erdogan aveva portato il Paese troppo in là, oltre i limiti accettabili da coloro che si considerano l’ultimo baluardo della sicurezza nazionale e della democrazia laica fondata dal padre della patria Kemal Ataturk. Il golpe – mentre le notizie sono ancora in parte confuse, ci sono ancora scontri nelle città e Erdogan è segnalato in fuga – arriva alla fine di un lungo braccio di ferro tra il ‘sultano’ Erdogan che ha portato avanti una pesante islamizzazione della Turchia e i militari che storicamente si sono sempre opposti a ritorni al passato ottomano, ai califfati e al diritto islamico. Erdogan sembrava padrone del Paese, dove aveva diminuito i livelli di democrazia interna, perseguitato le minoranze e messo il bavaglio alla libera informazione. Ma ha fatto un errore strategico fondamentale: ha ignorato la storia del suo Paese, ha sottovalutato il ruolo dell’esercito, vero custode della tradizione kemalista e profonda istituzione laica e occidentale.

L’esercito turco è il secondo, dopo quello americano, per potenza e dimensione della Nato, di cui è considerato la sentinella fedele sul lato orientale. Nel passato i militari turchi sono stati protagonisti già di tre colpi di stato, nel 1960, nel 1971 e nel 1980. Sono intervenuti ogni volta che hanno ritenuto che fossero in pericolo le basi costruite da Ataturk. Ma non sono mai rimasti a lungo al potere, al massimo tre anni, favorendo poi un ritorno alla democrazia. Continuano però a ritenere che il loro ruolo sia quello di vigilare affinché la strada segnata dal Padre della patria venga fedelmente seguita. I militari sono una potenza assoluta, godono di un’ampia autonomia economica e il budget della difesa, circa il 16 per cento del bilancio statale, non è soggetto a nessun controllo parlamentare. Investono anche in altri settori economici e sono storicamente l’istituzione più solida del Paese. Hanno assistito attoniti alla deriva islamista di Erdogan, a quello che hanno considerato il tradimento di Ataturk, ai cambiamenti radicali della tradizionale politica estera turca. Il Paese si è allontanato dall’Occidente e dall’Europa, ha guardato a Oriente, ha stretto legami con alcuni dei Paesi della ala più dura e intransigente del mondo sunnita, ha spezzato la storica e strategica alleanza con Israele. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’avventurismo in Siria, la contrapposizione con Assad, l’aiuto economico, politico e militare dato ad alcuni gruppi terroristici a pochi chilometri di distanza dal confine siriano e, infine, l’assurdo duello militare con le truppe russe di Putin. Eppure, nonostante tutto questo, il nazionalismo viscerale di una gran parte dell’opinione pubblica ha garantito successi e vittorie a Erdogan. Anche stasera i suoi fedeli sono scesi in piazza a combattere contro i golpisti nella lunga notte che deciderà il futuro della Turchia moderna.

L'esercito turco blocca il passaggio sul ponte sul Bosforo a Istanbul, 15 luglio 2016 Gokhan Tan/Getty Images)

Nell’attacco al Parlamento di Ankara vi sono stati diversi “morti e feriti”. Lo sottolinea il premier turco, Binali Yildirim. La Cnn Turk parla di almeno 12 feriti, di cui almeno due gravi, senza invece dare indicazioni sul numero delle vittime. Durante il tentato golpe, i carri armati dell’esercito hanno aperto il fuoco attorno al Parlamento dove è esplosa una bomba che ha provocato numerosi feriti. A sparare sono stati anche elicotteri militari. Anche nei pressi del ponte sul Bosforo è esplosa una bomba. Il comandante delle forze terrestri turche, il generale Hulusi Akar, capo di stato maggiore fedele al presidente, è stato preso in ostaggio dai golpisti. Ma le principali forze di opposizione laiche della Turchia si sono subito schierate contro il golpe.

L’ufficiale Muharrem Kose, secondo quanto riporta l’agenzia turca Anadolu, sarebbe stato identificato come il regista del golpe. Kose era stato rimosso nel marzo scorso dallo staff dello Stato maggiore turco. Un ordigno è stato lanciato contro la sede del parlamento turco ad Ankara, ci sarebbero diveri feriti. Una forte esplosione è stata anche udita nei pressi del ponte sul Bosforo. Un braccio di ferro politico mediatico durato neanche una mezz’ora, prima che i militari prendessero il controllo della tv di Stato, annunciando ufficialmente di aver preso il potere. Lo abbiamo fatto, hanno specificato i militari, “per ristabilire l’ordine democratico e la libertà“, oltre a “ripristinare la laicità” dello Stato, “erosa dal governo” islamico di Erdogan. Con l’impegno a mantenere tutte le relazioni estere turche esistenti e a considerare lo stato di diritto una priorità.

LE ULTIME NEWS IN TEMPO REALE

Almeno 50 soldati golpisti sono stati arrestati a Istanbul.

Due forti esplosioni sono state udite nei pressi di piazza Taksim a Istanbul, dove proseguono gli scontri tra soldati e poliziotti. Lo riferiscono media internazionali

Una forte esplosione è stata udita all’aeroporto Kemal Ataturk di Istanbul. E’ quanto riporta Skynews citando testimoni sul posto. Allo scalo di Istanbul, è atterrato il presidente turco Erdogan

Un gruppo di militari è entrato nell’edificio del gruppo editoriale Dogan, di cui fa parte anche la Cnn Turk. Lo ha annunciato in diretta la conduttrice dell’emittente, principale gruppo editoriale indipendente del paese, prima di interrompere le trasmissioni

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