La spesa militare, più importante del petrolio

La spesa militare è una delle voci del rendiconto di uno stato più saltata, in alcune nazioni di molto superiore a ciò che viene speso per il welfare, la sanità e vari programmi di assistenza. L’Italia, ad esempio, nella situazione economica attuale, afflitta da ciò che dovrebbe essere la conclusione della crisi, che non sembra volere terminare, ha investito nella difesa ammonta una cifra pari a 23 miliardi per il 2016, 1,5 % del Pil. Una somma considerevole, seppure a confronto con la nazione regnante per le spese militari è quasi niente. Gli Stati Uniti d’America, nella classifica mondiale, è collocata al primo posto per quanto del proprio Pil impegna nelle forze armate, un ammontare che supera nel totale ciò che gli altri stati spendono e che si piazzano dal 2° al 10° posto.

Spesa militare eserciti

Nel 2010 gli USA, a livello globale, spendevano il 47% dei soldi che nel mondo venivano prenotati nell’ambito militare, scendendo al 39% con il lento abbandono del Medio Oriente. Tuttavia, il presidente Obama, ha riconfermato che con l’esercizio finanziario del 2016 tonerà a salire di un 4%. I costruttori di armi ringraziano vivamente, accusandolo da una parte per la sua attuale campagna contro la diffusione di armi, quali pistole e fucili, ma d’altra lieti che prediliga aerei da guerra, carrarmati e missili.

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Questo impegno militare non appartiene solamente agli USA, i Sauditi hanno incrementato del 300% l’investimento, con il proposito di tenersi al passo con l’Iran. Il Medio Oriente si arma, l’oriente si arma come dimostrano i soldi usati da Russia, Giappone, Corea del Nord e Cina; l’Africa stessa sembra volersi adeguare al nuovo trend, una moda che ha come risvolto possibile un “Booom” il cui effetto non sarebbe ovviamente passeggero.

A conclusione di questa breve disanima degli investimenti nell’ambito militare, si può concordare che certamente il mercato delle armi non conosce crisi, ma anzi una crisi è una bolla economica per i produttori. Un conflitto qui, una guerra lì, 350.000 vittime in Afghanistan ed Iraq da quando gli Stati Uniti hanno invaso ed il fiume di danaro è diventato una piena inarrestabile. Dunque meglio un proiettile che una spiga di grano, meglio una bomba mano che un cavolfiore, meglio un cadavere che il diritto di mangiare.

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