Mancano quasi 55.000 infermieri

lavoro-ospedaleDall’analisi della Federazione dei Collegi degli Infermieri Ipasvi, in base ai dati del 2014 del Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato, nel nostro paese mancano 47.000 infermieri per avere dei livelli accettabili di sicurezza, a cui si devono aggiungere 7.500 dovuti ai tagli e blocchi dei turnover dal 2009 al 2014. Le regioni più colpire sono Campania, Lazio e Calabria. La stessa federazione informa che molti infermieri qualificati non lavorano e quelli impiegati in 5 anni hanno perso il 25% in termini di potere d’acquisto. Si aggiunge il mancato ricambio generazione ed i turni massacranti testimoniati dalla continua crescita della spesa per gli straordinari, necessari a coprire la carenza di organico. Barbara Mangiacavalli, presidente dell’Ipasvi, afferma “ La soluzione sono nuove assunzioni… un ‘placebo’ per alleggerire la situazione nelle Regioni in piano di rientro sarebbe la mobilità volontaria, prevista dalla riforma della PA, ma che aziende e Regioni ‘bloccano’ non rilasciando i nulla osta. A richiederla sono soprattutto le Regioni del Sud e ad aderire sarebbero gli infermieri di quelle stesse Regioni che vivono da anni a migliaia di chilometri da casa”.

Avanti una situazione nazionale in cui si deve intervenire per garantire un lavoro al cittadino, sembra che si preferisca andare al risparmio. Migliaia di posti di lavoro disponibili, anzi necessari, ma alcun intervento atto a riempirli, magari i soldi servono per delle voci dei bilanci che non serve al Paese ed ai suoi bisogni, ma agli amici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *